Parrocchia Ss. Angeli Custodi
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Il Ciclo delle Vetrate Istoriate

Benvenuto nel percorso teologico e cromatico delle nostre 8 vetrate istoriate.

Entrare nella nostra chiesa significa lasciarsi avvolgere da una luce che non è solo illuminazione, ma dialogo vitale. Le grandi vetrate che sovrastano la nostra cupola – una superficie immensa di 250 metri quadrati – non sono semplici elementi architettonici, ma il cuore pulsante di un racconto che si fa materia colorata.

L’imponente progetto tecnico si articola in otto aperture triangolari disposte in un doppio ordine parallelo; una sfida ingegneristica che ha richiesto precise intelaiature antisismiche e una maestria artigianale capace di trasformare la luce naturale in un vero abbraccio di luce per tutta l’assemblea.

Questa visione ha preso forma grazie alla felice intuizione di Don Savino Giannotti, che ha saputo leggere nel desiderio della comunità il bisogno di un segno visibile di fede, e alla sensibilità artistica del Maestro Sante Pizzol.

Il Maestro Pizzol, autore, tra le altre cose, delle vetrate del Santuario della Madonna di Fatima a Trani e del suggestivo murale nel nostro presbiterio, ha saputo accogliere in quest'opera l'identità di questa comunità. Egli non si è limitato a disegnare vetri: ha camminato tra le nostre strade, osservando la vitalità del quartiere e traducendo in colore l'operosità e la preghiera dei nostri parrocchiani.

Le descrizioni delle vetrate e i commenti sono tratti dal testo 'La comunità parrocchiale all'opera' pubblicato nel 1998 dal nostro indimenticato Don Savino Giannotti.

Un'esperienza di luce

“Ora, il racconto si fa visione. Vi invitiamo ad attraversare la soglia di questo viaggio cromatico: ogni frammento che scorrerete è un invito a sollevare lo sguardo e a lasciarvi illuminare. Preparate il vostro cuore, perché ogni colore qui è una preghiera.”

Buona passeggiata tra la nostra luce
Ingresso — Livello Inferiore

La Fede che Edifica la Comunità

Le due vetrate sull'ingresso furono inaugurate il 12 Aprile 1981, Domenica delle Palme

La vetrata superiore rappresenta la nascita del quartiere con la descrizione dei mestieri in relazione alla costruzione dell'edificio Chiesa.

Analizzando analiticamente la vetrata a partire da sinistra, notiamo un sacerdote e un altro uomo che nel vuoto dell'azzurro guardano verso il cielo. Accanto a loro un gruppo di uomini rappresentati in un colore viola intenso, lavorano ricurvi su una impastatrice. Poi una donna con un bambino in braccio. In primo piano un gruppo di muratori che trasportano tavole e mattoni e un uomo con carriola, sempre in viola; tutti vanno verso il centro.

Nella zona centrale è raffigurata in miniatura la struttura dell’edificio-chiesa in costruzione di colore rosso-viola, da cui si irradia in forma di vortice una raggiera di giallo a varie sfumature. Sulla destra troviamo una donna con bambino e figurazioni di ambiente con palazzi, scuola e fabbrica.

In modo figurativo si parte dalla progettazione dell’edificio chiesa che inizia con la costruzione del quartiere e termina con la costruzione definitiva della stessa chiesa e del quartiere. È la gente che si costruisce il territorio, l’habitat e la Chiesa. La vita quotidiana riceve luce e interpretazione dalla luce che promana dalla chiesa e viceversa.

Il significato dei colori: il viola e il rosso violaceo richiamano i forti tempi liturgici dell’Avvento e della Quaresima; la raggiera gialla richiama il cammino verso il Natale e la Pasqua.

Ingresso — Livello Superiore

La Comunione dei Santi: La Chiesa che si fa Eucarestia

Nella seconda vetrata, vediamo il popolo di Dio in comunione con gli Angeli e con i Santi: è la Comunità nell’Eucarestia.

Quasi in un unico insieme, lo stesso gruppo che ha vissuto il quotidiano, ora si raccoglie con i suoi Santi e i suoi Angeli per celebrare il giorno del Signore. Il tema richiama le fonti del documento della C.E.I. “Comunione e Comunità”, piano pastorale per gli anni '80.

A destra: si osservano le persone in cammino guidate da S. Giovanni Bosco e un bambino.

A sinistra: risaltano le figure di santi guidate da S. Lucia, anch'esse in movimento.

Questi due gruppi, ben evidenziati in prospettiva, si incontrano con gli Angeli che, osannanti, adorano l’Eucarestia. Al centro è raffigurata la gente che entra nell’edificio-chiesa: è la testimonianza che “la Chiesa viva fa l’Eucarestia e l’Eucarestia fa la Chiesa”, una vera “Comunità di Santi”.

La maestosità delle vetrate viene qui declinata attraverso il titolo della Comunità: “Parrocchia Ss. Angeli Custodi”; il protettore principale, San Giovanni Bosco; e la Santa cui è rivolta la pietà popolare della confraternita, S. Lucia.

Il significato dei colori: i colori evidenziano la fastosità “pacata e pia” della celebrazione della Domenica. Si intrecciano il verde grigio, il giallo, il rosso, il bianco opalescente in un’armonia unica che, in funzione del gioco di luce, esprime vivacità, serenità e gioia.

Altare — Livello Inferiore

Il Risorto: La Luce che vince le tenebre

Inaugurate il 10 Aprile 1982, Sabato Santo, queste vetrate ci introducono nel mistero della Risurrezione.

Nella vetrata inferiore contempliamo Gesù veramente risorto. Noi, comunità, siamo in cammino per vederlo e credere in Lui. Da un lato l’Angelo del Signore annuncia a noi, come ai discepoli Pietro e Giovanni, che Gesù è risorto. Lo riconosciamo sulla strada della Croce mentre spezziamo il Pane della Vita.

A destra, il popolo segue le orme dei discepoli di Emmaus. Figurativamente, essi sono incastonati in un cerchio di colore marrone-giallo, spezzato da linee a forma di croce che si prolungano fino alla mano del Cristo Risorto.

A sinistra, il popolo incontra il sepolcro vuoto guidato da Pietro e Giovanni, mentre un Angelo indica con il dito la figura del Risorto: il mistero della morte è risolto dall’evento della Risurrezione.

Al centro domina il Cristo Risorto. È raffigurato nella gloria del Tabor – il volto come il sole, le vesti bianche come la neve – ed esprime la vittoria, la regalità e il dono.Le sue braccia aperte abbracciano l’universo, incarnando la verità della promessa: “e per la nostra salvezza”.

Il volto, solo abbozzato, invita ogni uomo a specchiarsi nell’Uomo Nuovo, riflettendo la proiezione di un divenire che non ha fine.

Oltre le parole, la pienezza di quest'opera risiede nel dialogo tra luce e spirito. Linee concentriche e giochi di vetro soffiato creano risonanze che intrecciano la vita dei fanciulli e delle famiglie, unendo la comunità nel rinnovamento della propria Alleanza.

Altare — Livello Superiore

L'Aurora dell'Eternità: Maria e la Gloria dei Salvati

Nella vetrata superiore sull'altare contempliamo la grande promessa: la nostra gloria nella luce della vita di Dio. Avvolti dalla luce che promana dal Risorto, siamo accolti da Maria, Madre della Chiesa, che ci conduce, come in un vortice di Luce e Amore Divino, verso la gioia della risurrezione finale.

Siamo raffigurati in molteplici situazioni, carichi di una speranza che già ora tende alla Gloria. Chi partecipa alla S. Messa è invitato a vivere i quattro misteri fondamentali come un unico cammino:

  • L'Altare: Celebriamo l'Alleanza; Gesù si dona a noi.
  • Il Crocifisso: Ricordiamo che la vita eucaristica nasce dal sacrificio.
  • Vetrata Inferiore: Meditiamo sulla nostra vita di risorti in Cristo.
  • Vetrata Superiore: Esprimiamo la gioia della speranza nella Vita Divina.

L'opera è un trionfo di fasci dorati che raccolgono una moltitudine di figure abbozzate, protese verso un centro luminoso. In primo piano, la figura in azzurro di Maria – a braccia spalancate – agisce come tramite, intercedendo tra l'umanità terrena e la comunione definitiva di luce.

Questa vetrata offre la soluzione al mistero del peccato, inquadrando la totalità della storia della salvezza in una prospettiva escatologica. L'artista Sante Pizzol utilizza qui la calda luminosità del sole del Sud per descrivere l'opera completa dell'uomo.

La continuità visiva con la vetrata della Risurrezione è totale: il Risorto si incastona nel vortice della gloria, creando un unico respiro. Chi siede in navata abbraccia così, in un solo sguardo, l'intero mistero: Cena, Croce, Risurrezione e Gloria Finale.

Lato destro — Livello Inferiore

Il Cammino dei Sacramenti: Dalla Fonte alla Libertà

Installato nel Gennaio del 1984, questo gruppo di vetrate rappresenta il popolo di Dio che vive nella grazia: il cammino del credente dal Battesimo all'Eucarestia, fino alla Riconciliazione.

La composizione si legge da destra verso sinistra, come un'antifona che accompagna il cammino della comunità:

1. Il Battesimo (a destra)

Una madre osserva la roccia da cui scaturisce l'acqua viva, richiamando il gesto di Giovanni Battista. In primo piano, la vestina bianca e la candela celebrano la nuova nascita, simbolicamente legata ai frutti della terra (spighe e uva) che portano verso il centro dell'opera.

2. L'Eucarestia (al centro)

Una fiumana di popolo sale verso il Sole di Cristo, dove brillano il calice e il pane spezzato. Il popolo di Dio non è solo spettatore: si innesta nel mistero, diventando tutt'uno con l'offerta, in un movimento che richiama la vita stessa della comunità in cammino.

3. La Riconciliazione (a sinistra)

Due mani potenti spezzano le catene del peccato. Una scintilla di luce libera l'uomo dall'apatia del buio, restituendo colore e gioia a chi, ormai libero, può riprendere il cammino verso Dio.

Questi temi sono avvinti da linee e colori che richiamano la musicalità delle volute gregoriane: un andamento recitativo che dona significato e tono al cammino di ogni fedele.

La forza di quest'opera risiede nella sua capacità di parlare al cuore: fanciulli, anziani e persone semplici trovano in questo intreccio di piombo, luce e prospettiva uno spazio sublimato, ideale per una meditazione profonda e silenziosa.

Lato destro — Livello Superiore

Il Grido dell'Umanità: Tra Peccato e Redenzione

La vetrata rappresenta il popolo di Dio che abita la realtà complessa del nostro tempo: un'umanità che si misura con il peccato della natura, il peccato sociale e il peccato esistenziale, cercando instancabilmente la via della liberazione.

Il racconto si snoda da sinistra a destra, incarnando le ferite del mondo:

1. Il peccato della Natura

Alberi arsi, acque putride e ciminiere che oscurano il cielo in un tramonto rosso fuoco: un monito crudo sull'equilibrio perduto del nostro cosmo.

2. Il peccato Sociale

Volti segnati dalla fame e scheletri di bambini trovano sollievo nel cammino di Madre Teresa di Calcutta, che trasforma il deserto in pascoli verdi e spighe, citando la promessa del Salmo 22.

3. Il peccato dell'Uomo

Una raffigurazione dolorosa del vuoto esistenziale: il dramma della droga, la disperazione e la memoria dei giovani del quartiere perduti in quegli anni. Un monito visivo di straordinaria intensità.

L'insieme è un teatro del dramma umano. È affascinante notare come la vetrata sia stata ispirata dai fanciulli di V elementare, che hanno unito le loro riflessioni alla profondità teologica del catechismo.

Il dialogo con la vetrata sottostante è la chiave di lettura: l'acqua viva risponde al disastro ecologico, l'Eucarestia sana la fame del mondo e la Riconciliazione offre la scintilla necessaria per superare l'angoscia e il vuoto dell'uomo contemporaneo.

Lato sinistro — Livello Inferiore

La Diaconia della Speranza: Il Cammino della Chiesa verso l'Eternità

Inaugurata tra la fine del 1984, questa vetrata rappresenta la comunità nel suo impegno missionario: il compimento dei Sacramenti come testimonianza viva, servizio sacerdotale, alleanza familiare e speranza suprema dinanzi alla malattia.

La vetrata supera la visione 'oggettuale' dei sacramenti, leggendoli invece come dimensioni bibliche e comunitarie. Il cammino si articola in quattro quadri:

1. La Cresima: Il fuoco della testimonianza

Una conchiglia/lucerna racchiude i volti della comunità, segnati dalla fiamma della sapienza e dell'amore. La Mitra Pastorale ricorda la dimensione carismatica, unitaria e gerarchica della Chiesa.

2. Il Matrimonio: L'alleanza di vita

Due mani robuste, avvolte nel rosso violaceo dell'amore sacrificale, si congiungono sulle fedi nuziali. Da esse nasce la triade familiare, icona della Famiglia di Nazareth in cammino.

3. L'Ordine Sacro: Il servizio sacerdotale

Il Sommo ed Eterno Sacerdote è raffigurato nell'ascesa verso la Croce. La scala prospettica evoca il salmo: “Salirò all'altare di Dio”, simbolo del servizio della Parola e del culto.

4. L'Unzione degli Infermi: La speranza futura

L'ammalato, nel grigiore della sofferenza, attende la parusia. Il recipiente dell'Olio, in primo piano, unifica l'esperienza individuale alla tensione cosmica e comunitaria verso la vita nuova.

L'intero gruppo raffigura un'unica grande fiamma geometrica: l'animazione spirituale di un popolo in continua verifica della propria identità. Non è una statica rappresentazione del passato, ma un dinamismo che spinge la Comunità Cristiana verso la missione nel mondo.

Lato sinistro — Livello Superiore

Profezia di Pace: L'Umanità in cammino verso il Nuovo Millennio

L'ultima vetrata chiude il ciclo affrontando la sfida di una società in crisi di valori, contrapponendo al buio del peccato sociale la forza profetica della Speranza Divina.

1. Oltre la tecnocrazia

La città dei computer e della meccanizzazione non è sempre a dimensione umana. Il popolo segnato dallo Spirito è qui chiamato a umanizzare la società, restituendole un volto autentico.

2. La sfida della Famiglia

Contro la solitudine della famiglia nucleare, la Chiesa domestica propone un modello di pace. Il verde dell'ulivo simboleggia questa nuova vita comunitaria che germoglia.

3. Il primato della Pace

Di fronte alla violenza e al terrorismo – richiamando il dolore per l'attentato a Papa Giovanni Paolo II – la Chiesa proclama la Riconciliazione. Il contrasto tra il cupo violaceo dell'attentatore e il bianco luminoso della colomba di pace è un appello costante al dialogo.

4. Orizzonti futuri

Nonostante la profonda crisi culturale, l'umanità non è ferma. Figure in movimento, dal cupo violaceo verso un orizzonte azzurro sfumato, rappresentano il cammino fiducioso verso il nuovo millennio.

L'artista ha compiuto un'opera di sintesi profetica: chi osserva non si sente smarrito, ma profondamente coinvolto. L'unitarietà dei segni trasforma il dramma esistenziale in un percorso verso una Speranza che è, in ultima analisi, una forza divina.

La presentazione ufficiale delle vetrate alla città di Trani

Trani, 27 Aprile 1985

La presentazione ufficiale delle vetrate alla città di Trani segna il compimento di un'opera che è sintesi di luce e materia.

«Queste vetrate non sono semplici elementi decorativi, ma una coraggiosa traduzione visiva della storia dell'uomo che si intreccia con il mistero di Dio»

Aurelio De Corato

Nell'intervento tenuto durante la presentazione, l'ing. Aurelio De Corato ha saputo elevare il significato dell'opera attraverso una triplice lettura:

  • Valore Teologico: L'architettura non è contenitore statico, ma luogo di proclamazione della Parola; le vetrate diventano 'catechesi luminosa' che accompagna il fedele nel mistero sacramentale.
  • Impegno Sociale: De Corato ha sottolineato come la Chiesa, attraverso queste immagini, si faccia carico dei drammi contemporanei — dal lavoro all'emarginazione — trasformandoli in preghiera e speranza.
  • Intuizione Architettonica: Il gioco di luci e piombi non è un elemento aggiunto, ma parte integrante della struttura, capace di dialogare con lo spazio sacro e con la luce naturale del Sud, creando un'armonia perfetta tra ambiente e spirito.

L'ingegnere ha concluso definendo l'opera come una 'struttura aperta': un invito permanente alla comunità a non chiudersi nel proprio recinto, ma a farsi portatrice di quella stessa luce che, filtrando dai vetri istoriati, illumina le ombre della città.

La Luce che siamo noi

«Non sono solo vetri istoriati. Sono frammenti della nostra vita che hanno imparato a cantare insieme.»

Hai camminato attraverso i colori del nostro vissuto: il grigio delle nostre ferite, il rosso del nostro sacrificio, l'azzurro della nostra speranza. Ora, uscendo da questa galleria, non ti chiediamo di ricordare le forme o la tecnica. Ti chiediamo di custodire tutto questo nel tuo cuore, perché è l'essenza della nostra comunità.

Ogni vetrata che hai visto è uno specchio. Le vite che hai incontrato — i santi, i peccatori, i bambini, gli angeli, i poveri — sono il volto della nostra Parrocchia. In quei vetri colorati c'è ciascuno di noi, in questo quotidiano fatto di pane spezzato, di lotte per la giustizia e di piccoli gesti di amore che, uniti, formano l'unica grande luce che guida il nostro cammino.

E adesso, lascia che quella luce attraversi il tuo cuore.

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